Tre iniziative che fanno bene alla nostra lingua

In questo periodo sono varie le iniziative legate alla lingua italiana. Una è stata lanciata nientemeno che dalla Presidente della Camera Laura Boldrini. Un’altra è promossa dalla pubblicitaria Annamaria Testa. Infine, ce n’è una terza che Scritturaprofessionale.com ha da qualche giorno lanciato.

In occasione dell’8 marzo Laura Boldrini ha inviato ai componenti della Camera una lettera d’invito a usare un linguaggio conforme alla parità di genere. In particolare, la Presidente suggerisce l’uso dei termini ministra e deputata per rivolgersi alle donne che rivestono i rispettivi incarichi.

L’occasione era quella giusta, la Giornata internazionale della donna, e il periodo non può essere più fecondo di questo: mai come nell’attuale legislatura abbiamo tante donne deputate e ministre. La notizia, ovviamente, ha fatto il giro dei telegiornali e generato prese di posizione contrastanti, anche tra il gentil sesso. C’è il partito di chi crede che la parità di genere debba passare anche (e soprattutto) per il linguaggio quotidiano. Quindi d’ora in poi spazio a termini come ingegnera, sindaca, architetta e via dicendo. Altri, invece, vedono in tutto ciò un’esagerata propaganda di stampo femminista. E tu, come la pensi?

Di diverso genere è l’iniziativa portata avanti da Annamaria Testa per incentivare l’uso di termini italiani al posto degli (spesso) inutili forestierismi. L’hashtag è tutto un programma: #dilloinitaliano. L’appello ha mobilitato fior di intellettuali e celebrità per incoraggiare l’uso di parole italiane al posto di termini importati da altre lingue. E non è, sia chiaro, un’operazione di “purismo linguistico”. Semmai il tentativo di riscoprire le mille virtù dell’italiano, e un invito a sfoggiarle con maggiore frequenza e un pizzico di orgoglio nazionale in più. Tutto qua.

Ecco le due iniziative che Scritturaprofessionale.com ha sposato subito e che appoggia incondizionatamente. A queste ne aggiungiamo un’altra: forse di livello più basso, ma dai nobili scopi. Vogliamo dissolvere i tanti dubbi ortografici e grammaticali e cercare di eliminare i mille errori che ogni giorno spiccano sui giornali e in televisione. Accenti in eccesso, apostrofi fuori posto, troncamenti mancati ed elisioni inventate. Ecco le infinite trappole in cui quotidianamente tanti connazionali incappano. A farne le spese, ancora una volta, è la bella lingua italiana. L’hashtag di questa iniziativa è: #dillobene.

Come scrivere una brochure: il “caso” Villachiara B&B And Residence

Quando ci capita di scrivere una brochure, siamo molto felici. Creare testi per questa forma di marketing, tanto “antica” quanto ancora efficace, ci permette di spaziare con la creatività. E di usare un linguaggio rigoroso ed evocativo al tempo stesso, specialmente se dobbiamo rapportarci con il mondo del turismo. In questo post vogliamo parlarti di una brochure che abbiamo recentemente realizzato per un bed and breakfast. Continua a leggere

Una newsletter di successo: quella di SagreToscane.com

Dallo scorso maggio abbiamo il piacere di curare la newsletter di SagreToscane.com. Il portale degli eventi enogastronomici della Toscana, così, da qualche mese invia ai suoi lettori una newsletter settimanale dedicata alle sagre (e non solo) più importanti del weekend. La newsletter viene spedita tutti i giovedì, e ogni settimana cresce il numero degli iscritti. In questo post vogliamo “svelarti” qualche segreto del suo successo, passando al setaccio la newsletter relativa al quarto weekend di novembre. Continua a leggere

I punti di fuga nei testi

Un testo è come un dipinto: occupa uno spazio definito, comunica qualcosa a chi lo “guarda” e ha sempre alcune parti da evidenziare. E proprio come un quadro d’autore, anche uno scritto ha i suoi punti di fuga. Frasi che attirano lo sguardo, parole che attraggono l’attenzione di chi legge. Chi di mestiere scrive lo sa: sa che può giocare con gli spazi ed evidenziare ciò che vuole accostandolo al bianco della pagina. Continua a leggere

Meglio prima un bacio, o un calcio?

Qual è il momento giusto per dire la cosa più importante? In quale parte del discorso è consigliabile “sputare il rospo” che ci sta soffocando? E, più in generale, come deve essere strutturato un testo? La risposta a queste domande, manco a dirlo, è lapidaria quanto vaga: dipende. Dipende dal tipo di testo, e dal contesto. Ecco tre tecniche utili nella scrittura professionale e non solo. Continua a leggere